Il concetto di “luogo di lavoro”, la giurisprudenza fa chiarezza: interpretazione secondo criterio funzionale-relazionale

Nell’ultimo decennio, dottrina e giurisprudenza sono state ampiamente coinvolte nel tentativo di fornire una definizione chiara e tassativa di “luogo di lavoro”. Non si tratta soltanto di una questione definitoria, ma di un tema dai rilevanti risvolti pratici. Infatti, comprendere l’esatta portata del concetto normativamente previsto dall’art. 62 D.L.gs 81/2008, consente di risolvere alcune questioni interpretative, quale, tra le altre, la perimetrazione dell’ambito applicativo della circostanza aggravante di cui all’art. 590, comma 3 c.p. (lesioni personali a seguito di violazione delle norme antinfortunistiche). Recentemente, la Corte di cassazione, con sentenza n. 17679/2024, è tornata a pronunciarsi sul tema. La Suprema Corte ha chiarito che la corretta interpretazione del concetto di luogo di lavoro passa attraverso criteri “funzionali e relazionali”. Nello specifico, per luogo di lavoro si intende qualsiasi contesto in cui viene esercitata l’attività lavorativa e, di conseguenza, qualsiasi ambiente in cui emergono rischi correlati all’attività di impresa. Sono questi, infatti, i contesti ambientali in cui si pone a carico del datore di lavoro l’obbligo di garantire la sicurezza del luogo di lavoro. La Cassazione, inoltre, dimostra di porsi in linea di continuità con l’orientamento estensivo già espresso in precedenti sentenze, secondo il quale, le disposizioni volte a garantire la sicurezza dei luoghi di lavoro non sono rivolte soltanto ai lavoratori impiegati direttamente nell’attività lavorativa ma anche ai terzi che, occasionalmente, si trovino ad essere esposti alla stessa condizione di rischio. In conclusione, dunque, si può ritenere che il datore di lavoro sia responsabile per gli eventi lesivi occorsi sul luogo di lavoro (così come inteso dalla giurisprudenza citata) che coinvolgano sia i dipendenti nell’esercizio dell’attività lavorativa sia soggetti terzi, purché l’evento rappresenti la concretizzazione del rischio che la norma cautelare mira a prevenire.

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