DECRETO LAVORO 2026: INCENTIVI, SALARIO GIUSTO E CONTRASTO AL CAPORALATO DIGITALE

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 99 del 30 aprile 2026 il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62, recante “Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, incentivi all’occupazione e contrasto del caporalato digitale”, il cd. “Decreto Lavoro 2026”.

Il provvedimento introduce una nuova disciplina in materia di incentivi alle assunzioni, rafforza il ruolo della contrattazione collettiva nella determinazione del salario giusto e prevede nuove tutele per il lavoro gestito tramite piattaforme digitali.

Sul fronte occupazionale, il decreto introduce quattro principali misure di decontribuzione finalizzate ad incentivare l’occupazione stabile. L’art. 1 disciplina il “Bonus donne 2026”, destinato all’assunzione a tempo indeterminato di lavoratrici svantaggiate. L’art. 2 introduce il “Bonus giovani 2026” per l’assunzione stabile di lavoratori under 35, mentre l’art. 3 prevede il “Bonus ZES 2026” a favore delle imprese operanti nella ZES unica per il Mezzogiorno che assumano lavoratori disoccupati. L’art. 4 incentiva inoltre la stabilizzazione dei rapporti a termine mediante agevolazioni per la trasformazione dei contratti a tempo determinato in rapporti a tempo indeterminato. Per tutte le agevolazioni previste dalla norma è condizione di adottabilità l’incremento occupazionale netto rispetto ai dodici mesi precedenti, oltre al divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nei sei mesi successivi all’assunzione agevolata.

Gli articoli da 7 a 11 intervengono invece sul tema del salario giusto, attribuendo centralità ai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, come disposto dal dettato costituzionale di cui all’art. 36 Cost. Il trattamento economico complessivo dovrà quindi essere parametrato ai CCNL comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale.

Ulteriori disposizioni riguardano il contrasto al caporalato digitale. Gli artt. 12-15 introducono obblighi di identificazione certa dei lavoratori tramite SPID, CIE o sistemi equivalenti (la norma dispone la possibilità di rilascio di un singolo account da parte della piattaforma, che sia collegato ad un singolo codice fiscale e protetto da un sistema di autenticazione a più fattori e riconoscono il diritto alla trasparenza algoritmica, imponendo alle piattaforme digitali di fornire informazioni sui criteri utilizzati per assegnazione delle attività, compensi e sistemi di rating.

Nel complesso, il Decreto Lavoro 2026 si inserisce nel solco delle recenti politiche di incentivazione dell’occupazione stabile e di rafforzamento delle tutele salariali, con una particolare attenzione anche ai nuovi modelli di organizzazione del lavoro digitale.

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