Sostituzione del dipendente con intelligenza artificiale, è legittimo il licenziamento per GMO.

Tra i temi emergenti e maggiormente dibattuti nel contesto giuslavoristico vi è proprio quello della diffusione dell’Intelligenza artificiale, non sollo nella veste di ausiliario del processo produttivo, ma di sostituto dell’attività umana nel contesto lavorativo.

Sul punto, la decisione del Tribunale di Roma che si è espresso con sentenza n. 9135 del 19 novembre 2025.

I fatti riguardano una dipendente di una società di sicurezza informatica. La società, coinvolta in una forte crisi economica aveva soppresso il ruolo della dipendente, demandando le sue attività a sistemi di intelligenza artificiale. Così la dipendente impugnava innanzi al Giudice romano il licenziamento. Il Giudice ha respinto il ricorso affermando quale legittimo il licenziamento per GMO, pur se le mansioni della dipendente sono state devolute a sistemi di Intelligenza Artificiale, in quanto legato ad una riorganizzazione aziendale dovuta ad una crisi economica.

La sentenza del Giudice romano è meritevole di nota in quanto riesce a adattare le categorie tradizionali di diritto del lavoro, quali il licenziamento per giustificato motivo oggettivo, ad una realtà che è in costante e veloce mutamento, dimostrando, oltre il caso di specie, l’adattabilità del diritto di settore.

Infatti, ripercorrendo brevemente quanto riportato nella sentenza, il Giudice ha ritenuto dimostrati gli elementi richiesti dalla L. 604/1966, sul licenziamento per GMO, tra cui: lo stato di crisi economica che aveva coinvolto l’azienda datore di lavoro, l’impossibilità di procedere al cd. Repêchage ed il collegamento diretto tra riorganizzazione e soppressione della posizione ricoperta dalla dipendente.

La pronuncia del Tribunale di Roma mostra come le categorie tradizionali del diritto del lavoro siano in grado di assorbire l’innovazione tecnologica: l’intelligenza artificiale non legittima il licenziamento, ma può rientrare nei processi di riorganizzazione aziendale, contribuendo ad integrare il giustificato motivo oggettivo.

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