DIRETTIVA UE 2023/970 – La trasparenza “ex ante”

La Direttiva UE 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio mira ad eliminare, o quantomeno attenuare il divario salariale di genere, rafforzando l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per lavori di pari valore.

Lo strumento individuato dal legislatore europeo per far fronte al cd. “gender pay gap” è la trasparenza.

Così, la Direttiva Europea ridisegna il rapporto tra aziende e lavoratori sin dalla fase di ricerca e selezione del candidato, disponendo, all’articolo 5, comma 2, “Il datore di lavoro non può chiedere ai candidati informazioni sulle retribuzioni percepite negli attuali o nei precedenti rapporti di lavoro”.

La norma spezza così una pratica sino ad oggi consolidata, ponendo in capo al datore di lavoro, così come ai soggetti ai quali il datore di lavoro affidi la fase di selezione o assunzione di personale, un divieto assoluto. Il fine proposto dalla nuova impostazione dell’art. 5 è quello di evitare che le disuguaglianze dei pregressi rapporti di lavoro ricadano nella nuova collocazione.

Di converso, il comma 1 dispone che i datori di lavoro dovranno fornire, già a partire dalla pubblicazione degli annunci, le indicazioni relative alla retribuzione iniziale o, eventualmente, alla fascia retributiva prevista per la posizione proposta.

Termine ultimo per recepire la Direttiva europea è il 7 giugno 2026.

Lo schema di decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue è stato approvato il 5 febbraio 2026 dal Consiglio dei ministri in esame preliminare.

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