NOVITA’ IN TEMA DI FORMAZIONE SALUTE E SICUREZZA

Con la sottoscrizione dell’accordo Stato-Regioni-Province autonome è previsto l’obbligo di formazione in materia di salute e sicurezza per una durata minima di 16 ore.

In particolare, la formazione deve:

  • far acquisire le conoscenze e le competenze per esercitare il ruolo di datore di lavoro;
  • far conoscere gli obblighi e le responsabilità penali, civili ed amministrative posti in capo al datore di lavoro e alle altre figure della prevenzione aziendale;
  • illustrare il sistema istituzionale della prevenzione e il ruolo degli organi di vigilanza;
  • far acquisire competenze utili per l’organizzazione e la gestione del sistema di prevenzione e protezione aziendale;
  • illustrare gli strumenti di comunicazione più idonei al proprio contesto per un’efficace interazione e relazione.

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La sentenza n. 156 del 4 febbraio 2026 del Tribunale di Catanzaro, la quale ha chiarito che il controllo giudiziale si limita alla verifica della legittimità formale e sostanziale della sanzione disciplinare irrogata. In particolare, il giudice deve accertare la sussistenza del fatto contestato e il corretto svolgimento della procedura disciplinare, nonché la conformità della sanzione alla legge e ai contratti collettivi.
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Il mancato versamento dei contributi previdenziali da parte del datore di lavoro può costituire una valida giusta causa per le dimissioni del lavoratore, con conseguente diritto all’indennità di disoccupazione, cd. Naspi. Lo ha confermato la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 5445 dell’11 marzo 2026, respingendo il ricorso dell’Inps.
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Con Sentenza 4 febbraio 2026, n. 857, il Tribunale di Lecce ha rimarcato i requisiti formali e temporali del diritto di precedenza del lavoratore assunto a tempo determinato nelle assunzioni a tempo indeterminato, scandendo con precisione il momento in cui il diritto sorge in capo al lavoratore e i limiti alla operatività dello stesso
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